I riflettori stanno per accendersi su Visa for Music Rabat, dal 22  al 25 novembre, sarà la capitale della musica, aprirà il suo sipario alle note di mezzo mondo e presterà le sue scenografie più suggestive alle esibizioni di artisti straordinari.

Anche questa quarta edizione, nata sotto l’ alto patrocinio di sua Maestà il Re Mohammed VI, promette di essere al di sopra delle aspettative ma, per saperne di più di, abbiamo incontrato il direttore artistico Brahim El Mazned……e “Vacanze a Marrakech” seguirà l’ evento come Media/Blog accreditato

Chiacchierata con Brahim El Mazned di Visa for Music Rabat

Visa For Music è una vetrina molto speciale per tutti gli artisti e gli operatori del settore musicale del Nord Africa. Qual è il segreto del successo di questo evento arrivato alla quarta edizione?
Visa For Music ha ottenuto, attraverso le sue precedenti edizioni, un grande successo grazie alle sinergie che è riuscito a creare tra artisti, operatori culturali, istituzioni statali e del settore privato, a livello nazionale, regionale e internazionale. Siamo stati in grado di costruire una fitta rete di contatti e collaborazioni che desideriamo continuare ad arricchire. In effetti, la professionalizzazione del settore, la promozione e la cooperazione tra i diversi settori  costituiscono il fulcro dei nostri interessi. Per questa quarta edizione di Visa For Music, ci aspettiamo oltre 1200 professionisti, provenienti dal Marocco, dall’Africa sub-sahariana, dai Caraibi, da Israele e dal Medio Oriente, che prenderanno parte a più di 40 concerti,   6 conferenze,  incontri , proiezioni di documentari musicali, ma anche corsi di formazione e workshop tenuti da noti esperti del nostro continente.

Quest’ anno si esibirà anche il gruppo italiano Italia Migrante al Visa for Music Rabat

Come mai questa apertura alle note europee?
Visa For Music è sempre stato aperto al mondo, anche se si concentra maggiormente sulla musica dell’Africa e del Medio Oriente. Volevamo rendere omaggio alla musica del Sud dell’ Italia,  interessata dalla  crisi legata ai continui sbarchi di rifugiati ed emigranti,  e lo faremo attraverso la partecipazione di un gruppo di notevole talento che si chiama “Italia Migrante”, e che riunisce  artisti  di provenienza mediterranea e  mediorientale.

Il Marocco ha una tradizione ed un patrimonio musicale unico al mondo: tu cosa ami di questo universo di suoni e colori?

In Marocco, la musica ha un ruolo sociale importante, scandisce la vita di tutti i giorni, segna le occasioni festive e dà rilievo alla vita di una comunità. I moussem,  che sono  feste tradizionali  marocchine a carattere religioso che si tengono nei villaggi  e che hanno anche un risvolto commerciale,    ne sono la testimonianza. La musica occupa, nel nostro paese,  lo spazio pubblico ed è una risorsa da poter condividere e  da vivere insieme.
Da oltre 20 anni, qui vengono organizzati un centinaio di festival aperti all’ intero panorama musicale del Marocco, dell’ Africa, dell’Oriente e del resto del mondo, ed è la prova tangibile  dell’ interesse delle istituzioni statali e degli operatori privati ​​per la  musica quale viatico per riavvicinare le culture e promuovere la tolleranza.

Chi è Brahim El Mazned? Ci parli un po’ di te?

È sempre difficile parlare di sè stessi, ma posso dire che il mio percorso, per quanto atipico, si è cristallizzato attraverso i miei viaggi, i miei incontri e le scoperte di culture diverse e  le forme musicali del mondo. Oggi  mi sento davvero orgoglioso di aver dato vita, nel 2014, al progetto Visa for Music, che ormai  è considerata la principale rassegna-mercato  musicale d’ Africa e del Medio Oriente. Sono anche direttore artistico del Timitar des musiques du monde    dedicato principalmente alla cultura Amazigh, che è diventato uno dei maggiori eventi della musica mondiale. Nato per promuovere la cultura Amazigh, cioè Berbera, questo Festival accoglie più di 600 artisti e richiama circa mezzo milione di spettatori ogni anno .
Inoltre dedico parte della mia attività all’animazione di ateliers, workshop ed incontri artistici in Marocco e all’estero.

Hai un ricordo speciale o un aneddoto di Visa For Music a cui sei particolarmente legato?

Sono orgoglioso e stupito del rilievo  internazionale raggiunto da questo progetto, nato in un piccolo ufficio di Agadir e proposto,  da un team appassionato e determinato, prima a Rabat e poi al mondo intero.

Qual è il tuo sogno che vorresti vedere realizzato?

Il  sogno a cui tengo di più è quello di vedere la cultura occupare un posto di maggior rilievo  nello spazio pubblico e negli orientamenti politici del Marocco, così come dell’Africa e del Medio Oriente, in modo tale da poter avere una maggiore influenza sulla società , essendo  un eccellente vettore di stabilità e coesione sociale. Questo è uno degli elementi essenziali per costruire un futuro migliore.

Visitate il bellissimo sito internet di Visa For Music Rabat 2017.

Per maggiori informazioni :

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Bureau de Visa For Music : +212 5 28 84 51 51

Email : [email protected]

Rosa Polito

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Foto e Testi del presente post sono di Rosa Polito
Pubblicista dal 1992, si è laureata in Lettere Moderne nel 1993 ottenendo anche la pubblicazione di una tesi sulle tecniche socio-linguistiche della stampa locale.Fotografa naturalista per hobby ed imbrattatele per spasso. Ed insegnante ? Ogni tanto…quando si ricorda di rispolverare i diplomi…
Da alcuni anni gestisce la pagina Facebook La Principessa delle Maree che si occupa di “mare & dintorni”.

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