La prima volta che ho visto il Sapone Nero è stato nel souk di Marrakech……

troneggiava  in grossi contenitori di latta, all’ingresso delle botteghe di cosmetici e prodotti naturali , accanto alle bottigliette di olio di Argan  ed alle formelle multicolori profumate di ambra, rosa e gelsomino, e lì per lì lo avevo scambiato per  il “fratello strano”  del sapone  di Aleppo.

Il magico Sapone nero 

Qui viene chiamato  anche “Savon Beldì”  ma non ha esattamente l’aspetto del detergete a tavolette a cui siamo abituati,  viene venduto a peso e per la sua consistenza cremosa viene apostrofato anche con l’ appellativo di “Savon  Mou”.  La sua storia ed il suo uso si perdono nella notte dei tempi: già 4000 anni fa, in Marocco, si produceva qualcosa di simile con olio, argilla e cenere, ma solo alcuni secoli dopo si è arrivati  alla ricetta attuale fatta con una miscela di olio e olive nere schiacciate e lasciate  macerare in sale e potassio. I suoi componenti, totalmente naturali, e la notevole presenza di vitamina E, lo rendono perfetto per  lenire, idratare (è un ottimo antirughe!), purificare ed esfoliare la pelle del viso e del corpo. Infatti, insieme all’ olio di Argan, è il cosmetico/souvenir più acquistato dai turisti che lo utilizzano diluito, come gel-schiuma di uso quotidiano, per rendere speciale una semplice doccia calda.

Ma l’ uso principe del sapone nero avviene negli Hammam dei paesi del Maghreb  come rituale di bellezza, di salute e di  purificazione, con  una cadenza almeno settimanale e che precede il momento della preghiera islamica.

Ne viene spalmato uno strato spesso sulla pelle prima della sauna (di solito viene preferito quello aromatizzato all’ eucalipto), per favorire la traspirazione e l’ espulsione di tossine poi, prima della doccia, viene sfruttata anche la sua  funzione di gommage con un energico massaggio e l’ uso del kessa (simile ad un guanto di crine) o di quei coloratissimi dischi di pietra pomice rivestiti di cotone che è possibile reperire per pochi dirhams nel souk.

Questo detergente ecologico è indicatissimo anche per la pulizia dei pavimenti di cotto, per ridare brillantezza agli oggetti di argento e ottone, per impermeabilizzare e smacchiare le pareti decorate in calce con la tecnica del Tadelakt, e per nutrire e proteggere le superfici pregiate come il marmo. Per la sua funzione antisettica non aggressiva può diventare un ottimo shampoo  per i vostri amici animali ed un portentoso insetticida contro funghi, afidi e fastidiosi animaletti per le piante del vostro giardino (basta diluirne 30 gr. in 1 litro di acqua tiepida e spruzzarlo sulle foglie). Una  curiosità: gli allevatori marocchini detergono ed igienizzano  proprio con il sapone nero i seni delle pecore e delle capre  prima della mungitura, per assicurarsi un latte sano e privo di batteri, e ma lo utilizzano anche per l’ igiene delle stalle.

Se vi lascerete tentare dall’ acquisto de “Le Savon Noir”, una volta arrivati a casa, potrete mantenere inalterate ed a lungo le sue virtù  riponendolo in un contenitore a chiusura ermetica e custodendolo in frigorifero.

Rosa Polito

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Foto e Testi del presente post sono di Rosa Polito
Pubblicista dal 1992, si è laureata in Lettere Moderne nel 1993 ottenendo anche la pubblicazione di una tesi sulle tecniche socio-linguistiche della stampa locale.Fotografa naturalista per hobby ed imbrattatele per spasso. Ed insegnante ? Ogni tanto…quando si ricorda di rispolverare i diplomi…
Da alcuni anni gestisce la pagina Facebook La Principessa delle Maree che si occupa di “mare & dintorni”.

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