La colazione in Marocco è un tripudio di profumi…….

è un caleidoscopio di sapori, è il risveglio dei sensi che bacia il giorno e abbraccia la gioia di vivere.

Il rito della colazione in Marocco

Bastano pochi minuti per trasformare i giardini, le terrazze dei riad, ma anche le salette degli albergucci, in  piccole regge, e per vedere materializzate, da un semplice stuoino di paglia o da un tavolo decorato con sgargianti mosaici, pietanze ricche, gustose e dal profumo fiabesco…

E’ una piccola magia che si rinnova quotidianamente per il turista e che rispolvera la tradizione dell’ ospitalità marocchina. Il tè alla menta cede il posto al cappuccino,  al caffè, o al nostrano tè al limone ma sempre, doverosamente,  accompagnati da una salutare ed autentica spremuta d’ arancio (se avrete l’ impulso di curiosare nelle cucine, quasi sicuramente, inciamperete in una marea di mezze arance spremute  fino all’ osso e sparse, senza troppo riguardo, sul pavimento).

I tocchetti di baguette, i croissant ed i fragranti panini ricoperti di semi di sesamo si affollano accanto alle minuscole ciotole che traboccano di riccioli di burro e saporite olive nere (soprattutto se alloggerete a Salè e Rabat) e a quel formaggino “orfano” che attende di conoscere la sua sorte. Da un candido piatto fanno capolino 2 o 3 baghrir, che erroneamente vengono associati ai gommosi  ed anonimi pancake statunitensi o, peggio ancora, alle sguaiate omelette francesi,  ma che per la loro soffice ed irregolare  consistenza  si prestano ad essere gustate a piccoli morsi e con  squisito miele. Analoga bontà  ma sapore di leggera pasta sfogliata, i Msemmen nella colazione in Marocco, troneggiano su un altro piatto di portata e fanno l’ occhiolino alle marmellate ancora addormentate nelle loro culle di ceramica.

Talvolta come, guest star, fanno la loro comparsa fette di torte all’ aroma di acqua di fiori d’ arancio e paste ricche di miele e mandorle di produzione locale, uno yogurt ed anche  un uovo sodo. Ogni cosa va gustata con calma e quasi con religiosa attenzione. Scegliere con oculata maestria la tecnica giusta di assaggio,  vincendo l’ indecisione da tavola imbandita,  non è una cosa da poco in quell’ atmosfera vacanziera! L’energia vitale (non solo calorica) di quei sapori sarà una dolce compagna di shopping nei souk ed in giro per monumenti e musei e, sicuramente, non avrete bisogno dello “stand by” delle 11 a base di caffè e pizzetta. Una volta tornati a casa, sicuramente, proverete anche a preparare i baghrir seguendo una delle tante ricette che impazzano su internet, ma il risultato sarà deludente: dovrete programmare un’ altro viaggio in Marocco per poter deliziare nuovamente il vostro palato e la vostra voglia di sogno con una delle colazioni più buone del mondo.

Rosa Polito

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Foto e Testi del presente post sono di Rosa Polito
Pubblicista dal 1992, si è laureata in Lettere Moderne nel 1993 ottenendo anche la pubblicazione di una tesi sulle tecniche socio-linguistiche della stampa locale.Fotografa naturalista per hobby ed imbrattatele per spasso. Ed insegnante ? Ogni tanto…quando si ricorda di rispolverare i diplomi…
Da alcuni anni gestisce la pagina Facebook La Principessa delle Maree che si occupa di “mare & dintorni”.

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