Il frutto del Marocco per eccellenza quale potrebbe essere secondo voi ? Non guardate l’immagine, mi raccomando…… Senza ombra di dubbio é il Melograno.

Melograno il frutto del Marocco, le proprietà benefiche.

I marocchini amano questo frutto dalle immense proprietà benefiche, sopratutto i bambini ne sono ghiotti. Il Melograno é un frutto utile per ridurre la pressione sanguigna, abbassa il colesterolo cattivo, ricco di vitamina C e nondimeno sono ampiamente dimostrate le sue proprietà anti-infiammatorie.

Il frutto del Marocco, il detto.

La parola araba per melograno è rummaan. C’é un detto marocchino che dice ” Chi mangia un melograno, Dio illuminerà il suo cuore per 40 giorni “. Ecco perché durante la stagione della raccolta dei melograni, in ogni casa del Marocco, le famiglie in ogni occasione mettono in tavola, abbondanti ciotole piene di melograni.

Per finire vorrei proporvi questa bellissima poesia:

È la melagrana profumata
un cielo cristallizzato.
(Ogni grana è una stella
ogni velo è un tramonto.)
Cielo secco e compresso
dalle unghie del tempo.

La melagrana è come un seno
vecchio di pergamena,
e il capezzolo si è fatto stella

per illuminare il campo

È un’arnia minuscola
col favo insanguinato,
e le api l’hanno formata
con bocche di donne.
Per questo scoppiando ride
con porpore di mille labbra…

La melagrana è un cuore
che batte sul seminato,

un cuore sdegnoso
dove non beccano gli uccelli,
un cuore che fuori
è duro come il cuore umano
ma dà a chi lo trafigge
odore e sangue di maggio.
La melagrana è il tesoro
del vecchio gnomo del prato,
quello che parlò con la piccola Rosa,
nel bosco solitario.
Quello con la barba bianca
e il vestito rosso.
È il tesoro che ancora conservano
le verdi foglie dell’albero.
Arca di pietre preziose
in visceri di oro vago.

La spiga è il pane. È Cristo
in vita e morte rappreso.

L’olivo è la costanza
della forza e del lavoro.

La mela è il frutto carnale,
sfinge del peccato,
goccia di secoli che tiene
i contatti con Satana.

L’arancio è la tristezza
delle corolle profanate,
così diventa fuoco e oro
ciò che prima era puro e bianco.

Le viti sono la lussuria
che si coagula nell’estate,
e da esse la chiesa ricava,
benedetto, il santo liquore.

Le castagne sono la pace
del focolare. Cose d’altri tempi.
Crepitare di vecchi legni,
pellegrini smarriti.

La ghianda è la serena
poesia del passato,
e il cotogno d’oro debole
la pulizia della salute.

Ma la melagrana è il sangue,
sangue sacro del cielo,
sangue di terra ferita
dall’ago del torrente.
Sangue del vento che viene
dal rude monte graffiato.

Sangue del mare tranquillo,
sangue del lago dormiente.
La melagrana è la preistoria
del sangue che portiamo,
l’idea di sangue, chiuso
in globuli duri e acidi,
che ha una vaga forma
di cuore e di cranio.

O melagrana aperta, tu sei
una fiamma sopra l’albero,
sorella carnale di Venere,
riso dell’orto ventoso.
Ti circondano le farfalle
credendoti un sole fermo
e per paura di bruciarsi
ti sfuggono i vermi.

Perché sei la luce della vita,
femmina dei frutti. Chiara
stella della foresta
del ruscello innamorato.

Potessi essere come sei tu, frutto,
passione sulla campagna!

Fonte Federico Garcia Lorca , (Cancion oriental,1920) da Libro de poemas, 1921



Trivago

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