Il “caffè di Rick” esiste davvero. E’ proprio lì, a metà del Boulevard che dal Porto conduce alla Moschea di Hassan II,  seminascosto ed a ridosso delle mura della Vecchia Medina.

A  sessant’anni dalla scomparsa di Humphrey Bogart questo ristorante è ancora meta di pellegrinaggi da parte di turisti e cinefili alla ricerca di romanticismo e atmosfere in bianco e nero. Ci si emoziona, non si storce troppo il naso per  l’ odore diffuso nell’ aria dalla pescheria ubicata accanto all’ ingresso, ma si cercano impigliate tra le mura quelle  briciole di magia e sentimento che Ingrid Bergman potrebbe aver dimenticato  lì.

Il caffè di Rick

Purtroppo però,  nel 1942,  il mitico locale di Casablanca, frequentato da patrioti e splendide donne, non esisteva anzi la celebre pellicola di Michael Curtiz, che nel 1944 guadagnò 3 Premi Oscar  (come Miglior film, Migliore regia e Migliore sceneggiatura non originale)  e ben 5 Nomination (come Miglior attore protagonista, Miglior attore non protagonista, Migliore fotografia, Miglior montaggio e Miglior colonna sonora)  è stata girata interamente in America e le  magiche e suggestive  atmosfere del Marocco vennero create quasi interamente  negli Studios della Warner Brothers Burbank, in California. Infatti,  gli ambienti del “Rick’s Café Américain” furono riprodotte ad Hollywood sul modello dell’ Hotel El Minzah di Tangeri e  le sequenze più significative del film  non sono mai state girate, come qualcuno afferma, nel bar dell’ Hotel Hyatt.

Casablanca il vero Rick caffè

Quello che, invece, troviamo a Casablanca, in Place du jardin public – 248, Boulevard Sour Jdid, è nato solo nel 2004, grazie all’ ex-diplomatica americana in terra marocchina Kathy Kriger, che ha voluto un “Rich’s Café” identico a quello che possiamo ammirare nel film e con un pianista che, anche se un po’ differente da Sam,  dal martedì alla domenica, diffonde nell’ aria proprio le note di As Time Goes By.   Tutti vorrebbero rivivere quella storia, in quella Casablanca incurante della seconda guerra mondiale e persa nel Limbo della cosiddetta “Francia non occupata”,   dove la libertà  assumeva  le sembianze di  un agognato  pezzo di carta, una lettera di transito verso Lisbona e gli  Stati Uniti,  dove l’ amore  tra il misterioso e cinico statunitense Rick Blain  e la bella profuga norvegese Ilsa Lund,  nato come tutti i grandi amori  a Parigi,   trova  solo in Marocco la strada per tornare ad esistere con tutta la sua passione. Memorabile è la scena in cui un Bogart ubriaco pronuncia la frase: “Of all the ginjoints in alltowns in all the world, she walks into mine”, che più o meno significa “Con tanti ritrovi nel mondo, doveva venire proprio nel mio”… Già, tutti gli amori portano in Marocco!

E se il destino si  dovesse distrarre, per un attimo, e non dovesse regalare anche a noi una love story superlativa, magari al tramonto e sulla splendida spiaggia de La Corniche?  Lasceremo che i nostri occhi ed il nostro cuore si riempiano con le indimenticabili immagini  di questa città e porteremo a casa…ehm, senza invidia, .. una calamita o una locandina del film “Casablanca”.

Rosa Polito

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Foto e Testi del presente post sono di Rosa Polito
Pubblicista dal 1992, si è laureata in Lettere Moderne nel 1993 ottenendo anche la pubblicazione di una tesi sulle tecniche socio-linguistiche della stampa locale.Fotografa naturalista per hobby ed imbrattatele per spasso. Ed insegnante ? Ogni tanto…quando si ricorda di rispolverare i diplomi…
Da alcuni anni gestisce la pagina Facebook La Principessa delle Maree che si occupa di “mare & dintorni”.

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